Sapor Umbro

Il tempo dell’uomo
è certezza divina,
Né poi, né prima,
ma il tempo e ora.
Calpesto fili d’erba
che contano presente.
Rompo rami secchi,
che storia m’hanno reso

Cado e rintono,
la canzone ti dono.
Riporto e ripeto
degli dei il veto:

“Non sei e non sono (Non sei e non sono)
che tempo e tuono (che tempo e tuono)
ma l’eterna illusione (ma l’eterna illusione)
per te è creazione” (per te è creazione)

Un sussuro che mi istiga
Rintona nella mia testa
Così sottile che par pelle
Passo dopo passo io vado,
la salita a me par discesa.

Cade e rintona,
la canzone a te dona.
Ma ricorda e ripeti
degli dei i divieti:
“Non sei e non siamo (Non sei e non siamo)
che tempo e tuono (che tempo e tuono)
ma a te l’illusione (ma a te l’illusione)
è pura creazione” (è pura creazione)

Grido lungo il sentiero
che si districa tra arbusti irregolari:
(“il mio credo,)

(crede in Me.)
Non è creazione (Non è illusione,)
è solo illusione (ma Vera creazione”)

È dall’illusione che sorge (illusione)
ciò che la creazione porge. (creazione)

“Benvenuto mio signore
Nella selva della parola,
dove io e i miei fratelli
ci ergiamo a guardiani.
In questo tortuoso cammino
essa sibila note
che sobillano gli animi.
La tua parola, mio signore,
rafforza paure e smorza convinzioni.
Benvenuto mio signore,
questo è il tuo cammino,
Si aprano i rami e che la via sia vita!”

E salgo su,
sferzato dalla neve,
calpestando l’erba
e scostando rami.

Cammino su,
Verso la cima,
Salgo su,
Verso la cima
Cammino su,
Verso la cima,
Salgo su,
Verso la cima
Cammino su,
(“Benvenuto mio signore)
Verso la cima, (Nella selva della parola,)
Salgo su, (Benvenuto mio signore)
Verso la cima (Nella sua sacra dimora,)
Cammino su, (Benvenuto mio signore)
Verso la cima, (Sulla cima della vita,)
Salgo su, (Benvenuto mio signore)
Verso la cima (È ora di ammirare”)

“Respiro,
profondamente.
Creo un fuoco che accende
un altro fuoco vicino
alle mie labbra e mi siedo.
E la parola prende forma!”